LA SCUOLA E’ LO STRUMENTO PIU’ POTENTE CHE ABBIAMO PER CAMBIARE IL MONDO !

 

Caro insegnante per quanto tu pensi di essere solo, sappi che quello che fai ha grande importanza! Continua! Di’ la verità al potere e non abbassare gli occhi mai! Un insegnante lo deve fare. Spetta a te!  ricorda che sempre nella storia i grandi cambiamenti si sono verificati grazie a piccoli gruppi, non alla massa. Credi in quello che fai, da’ grande importanza al tuo lavoro perché l’istruzione è un moltiplicatore di diritti . Come disse Mandela “L’istruzione è lo strumento più potente che abbiamo per cambiare il mondo”. La lotta alla fame, la lotta alla guerra passano tutte attraverso l’istruzione, secondo degli otto obiettivi del millennio dopo la lotta alla povertà. Non è un caso che le più feroci dittature si scaglino da sempre fortemente contro gli insegnanti, pensiamo alla dittatura di Pol Pot in Cambogia che come primo atto sterminò tutti gli insegnanti, proprio tutti! E poi si bruciarono tutti i libri ! Gli insegnanti devono essere i primi a seguire “teach truth to power” e avere il coraggio di prendere una posizione, perché il diritto all’istruzione è un diritto umano che non può in alcun modo essere violato e quello ad una buona istruzione non può essere negato o barattato con altri interessi infinitamente meno importanti, perché “il silenzio dello spettatore nelle ingiustizie ferisce più dell’oppressore”, soprattutto se, nel nostro caso, lo spettatore è colui che ha come compito quello di  tutelare e curare quel diritto. Le giovani generazioni devono essere protette e tutelate in questo diritto,  troppo spesso limitato nel mondo e in Italia, da bagatelle insignificanti rispetto agli interessi in gioco. Uno Stato rispettoso delle nostre leggi, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo e di quella dei Diritti dell’infanzia non può  in un momento di crisi internazionale, come quello che stiamo vivendo, non promuovere e non incrementare i finanziamenti all’istruzione. La lotta all’emarginazione e per la libertà passano per  questo e anche la povertà può essere combattuta, solo rafforzando l’istruzione di un popolo. Il lavoro minorile recide diritti e priva i bambini di una formazione completa e il loro sfruttamento produce, al contrario di quello che si pensa, povertà. Pertanto la mancanza d’istruzione produce povertà! Anticipare il momento in cui i ragazzi dedicheranno sé stessi al lavoro, non per scelta consapevole, ma come alternativa ad una scuola che non accoglie o che dà poco e non riesce a rispondere ai bisogni di sempre più famiglie in difficoltà, è controproducente. Il rischio grande è che i diritti si trasformino in privilegi dei pochi che hanno alle spalle famiglie che possano sostenerli o investire nella loro istruzione, per farne degli uomini completi. E comunque sono pienamente convinto del fatto che anche quei pochi non potranno godere di un ambiente ricco e vivo, possibile solo se tutta la popolazione di una Nazione collabora e interagisce interessata e consapevole. I tagli ai finanziamenti all’istruzione non bisogna più accettarli, sono illogici, soprattutto se giustificati dalla mancanza di risorse e dalla povertà di un Paese, perché saranno causa di una povertà maggiore.