Pensierino del giorno (113) 31 Maggio 2014

Nelle varie federazioni provinciali del PD nascono in questi giorni …come funghi…..gruppi di lavoro e di progetto formati da giovani e meno giovani …di buona volontà ! Un piccolo suggerimento….un progetto rivoluzionario…..si proceda prioritariamente con un bel progetto di liberazione dei circoli…posti sotto la tutela di megalomani e affaristi che…..nonostante Renzi….continuano a fare il bello e il cattivo tempo !!!

Pensierino del giorno (112) 30 Maggio 2014

Il nostro Paese fra gli ultimi nel mondo per numero di laureati (siamo intorno al 20%)….Perchè? L’università italiana, che riesce ad accogliere solo i giovani addomesticabili al sistema (per fortuna molto pochi!), esclude la maggior parte dei giovani che non accettano di essere integrati in un sistema autoreferenziale, che non prepara al mercato del lavoro. Non è raro il caso di aziende che assumono il giovane preparato,creativo e autodidatta e bocciano laureati ma spesso impreparati ad affrontare le esigenze del mondo del lavoro post-industriale! Per concludere…….. non sono i giovani italiani a dover recitare il mea culpa ma il sistema universitario del nostro Paese!!!

UNA STRAORDINARIA RETE DI… LEGAMI AMOROSI IN UNA FAMIGLIA… SPECIALE !

Una famiglia aperta…speciale…. quella di Enzo ,che all’inizio, non riusciva a capire perchè il fratello maggiore Gabinio era comunque suo fratello, pur non avendo con lui ……come si diceva….alcun vincolo di sangue!!! E tuttavia Vincenzo non si poneva tante domande anche perchè su taluni interrogativi sono soltanto i grandi a soffermarsi…..i bambini si danno subito una risposta….che è quella del cuore….e Enzo voleva bene a tutti e anche a quel fratello maggiore….che in tante situazioni diventava il suo grande protettore! Enzo era l’ultimo nato di quella “strana”famiglia con una mamma tutta sua, Anna, che aveva sposato quasi quarantenne “lu patrunu Ninu” vedovo con tre figlioletti; a loro si era aggiunto appunto Gabinio ,nato dal precedente matrimonio di una donna, Pina, che rimasta vedova, aveva poi sposato “lu patrunu Ninu”con cui aveva messo al mondo altri tre bambini, che dovette lasciare in tenera età a causa di malattia incurabile. Mamma Anna, che era soltanto la mamma di Enzo, sposando “lu patrunu Ninu” diventava(di conseguenza) la “patrona Nina” e la mamma di tutti gli altri bambini,Rocco, Cosimo e Pina con Gabinio, una mamma determinata a intessere una rete di affetti e di legami amorosi, che oggi sarebbero non solo considerati impossibili ma anche incomprensibili!!!

DOPO LA GUERRA…….IL FEUDALESIMO DELL ‘INCHINO E DELLA RIVERENZA !

L’immagine più lontana nel tempo si compone di sensazioni placide in una assolata giornata a Torre S.Susanna in un paesino del sud……in via A. Diaz….un giardino ricco di fiori e di profumi negli anni di un dopoguerra faticoso per tutti. Un bambino in un passeggino che sorride alla vita in un momento storico di grande sofferenza ma anche di grandi speranze e di tante aspettative anche nel profondo Sud! I primi anni ’50…non c’era la televisione…….non c’era il frigorifero ma Enzo comprende subito, forse già dai suoi primi mesi di vita, di essere capitato bene, che il destino era stato clemente con lui in una fase storica difficile per gli uomini del sud.Enzo avverte subito tante presenze attorno a sè, tanti volti, tante voci…una famiglia che oggi si direbbe “aperta” con fratelli e sorella di precedenti matrimoni ma tutti riuniti attorno al “pater familias” “lu patrunu Ninu!”. Lu patrunu Ninu…… e Enzo percepisce subito, fin da piccolo, la distanza “sociale” tra il suo papà “lu patrunu Ninu” e la schiera dei contadini-braccianti detti così perchè,appunto, potevano contare esclusivamente sulla ricchezza delle loro braccia e che avevano una riverenza “atavica” persino nei riguardi di un piccolo proprietario terriero come “lu patrunu Ninu”. Era una riverenza secolare, il riconoscimento del potere del proprietario…..persino il rispetto che era dovuto a chi poteva decidere della sorte di chi era meno fortunato, un feudalesimo dell’inchino al più potente, che ormai faceva parte delle regole della cosiddetta “buona educazione”!

Succede così….che qualcuno si metta in viaggio portandosi avanti (Claudio Baglioni)

Succede così che qualcuno vada via prima, prenda la strada con un certo anticipo, si metta in viaggio portandosi avanti. Guardiamola in questa maniera. Come se uno di noi, partendo, dicesse vi saluto mi muovo adesso così mi avvantaggio un po ‘. La vita ci abitua ogni giorno alla morte. Tant’è che già quando si viene alla luce, ci si piange subito su. E se pure, da un certo punto in poi, questo finale si annuncia con una frequenza via via più rapida e il concetto, alla lunga, ci appare persino familiare, tutte le volte, comunque si resta storditi e dentro di noi, nel chiuso luminoso e angusto della coscienza, ci chiediamo immancabilmente perché. Perché, perché ora, perché in questo modo. E le domande, che poi sono una sola, prendono voce a cercare un senso. Ma quasi sempre trovano soltanto un “senza”. Sono i responsi che troppo spesso vengono meno. Eppure campare ci chiede la loro corresponsione. Ci butta continuamente addosso la dura responsabilità di indagare, interrogarci, di andarli a stanare. A sapere. A saperne dare. In mancanza di questi, per non ammattire, le nostre risposte si travestono da racconti. Filippo era una persona delicata. Dentro un corpo educato e robusto. Aveva una grazia particolare, silenziosa, ubbidiente. Un uomo con una disciplina laboriosa, costante, quotidiana. Da ciclista. Un ritmo da pedalatore di pianura. Un passista nel vento che taglia di traverso e che non si arrabbia nemmeno quando il grande soffio gli si imbufalisce contro. In ordine impeccabile con le cose intorno. Un’umile, precisa visione ortogonale della scena. Dello spazio che gli era concesso. In ossequio agli altri e al mondo. Con la cura servizievole e certosina di dare un’addrizzata agli occhiali storti degli altri e alle sbilenche disarmonie del mondo. E poi amava la musica. Quanto l’amava… E parlarne diventa ricordo. E ciascuno ne ha uno tutto suo. E non bisogna, con il proprio, sovrastare quello altrui. Nessuno è più reale e vivo dell’altro. Perché quello che fu veramente, è ormai andato. È passato. Ed è il passato. Il ricordo è, invece, il presente. L’esistenza è una fila lunghissima di tanti oggi. Uno dietro l’altro. Anzi, meglio ancora, uno appaiato all’altro. Le nostre case sono, esse stesse, ricordi a custodia di ricordi. Un museo in divenire di tutti i nostri istanti. Il tempio del tempo che si fa luogo del nostro altro vivere. Nella speranza di vivere altro. Perciò ci attardiamo nelle stanze polverose della memoria e in quelle sbiancate del procedere dei giorni. In attesa, a nostra volta, di aprire la porta e andare via. Forse è proprio questo il futuro per cui tanto sospiriamo. E brighiamo, preghiamo, sogniamo. Non in questa, bensì oltre questa vita, è il domani che ci spetta. L’unico vero giusto strepitoso avvenire. Ciao Filippo. Buon viaggio. Buon vento. Chissà cosa si vede dall’altra parte dell’orizzonte? Chissà se anche là servono gli occhiali? E chissà se si canta e si suona come qua

Pensierino del giorno (108) 26 Maggio 2014

Elezioni europee… grande vittoria di Renzi…..astensione che supera il 40% sul totale degli aventi diritto (44%) …… 40% di coloro che si sono recati alle urne ha votato PD.(ossia il 25% degli aventi diritto!)…..si faccia pure festa ma si dica anche grazie a Grillo……una volta anche la DC stravinceva….grazie al pericolo comunista!!! Forse sarà bene non dimenticare tutto questo!!! La verifica ? Quando sarà cessato il pericolo grillino. E quell’astensionismo pesa come un macigno sul nostro sistema democratico!