L’OLOCAUSTO DI UN POPOLO “DIVERSO” I ROM…IL LAGER….LA LORO POESIA !

Ad Auschwitz c’era una casa

Ad Auschwtiz c’era una casa
E c’era mio marito imprigionato
Seduto, seduto si lamentava
E pensava a me
Oh, tu uccello nero
Porta le mie lettere
Portale, portale a mia moglie
Perchè sono imprigionato ad Auschwitz

Ad Auschwitz c’era una grande fame
E noi non avevamo nulla da mangiare
Nemmeno un pezzo di pane
E la guardia del blocco è cattiva!

                 Ruzena  Danielova

Auschwitz

Faccia incavata
occhi oscurati
labbra fredde;
silenzio.
Cuore strappato
senza fiato,
senza parole,
nessun pianto !

            Santino Spinelli

Hanno calpestato il violino zingaro

Hanno calpestato il violino zingaro
cenere zingara è rimasta
fuoco e fulmini
salgono al cielo:

Hanno portato via gli zingari
i bambini divisi dalle madri
le donne dagli uomini
hanno portato via gli zingari.

Jasenovac è piena di zingari
legati a pilastri di cemento
pesanti catene ai piedi e alle mani
nel fango in ginocchio.

Sono rimasto a Jasenovac
le loro ossa
denuncia di disumanità
altre albe schiariscono il cielo
e il sole continuava a scaldare gli zingari.

                                  Rasim Sejdic

Olocausto dimenticato

Silenzio, desolazione, oscura notte.
Il cielo è cupo, pesante di silenzio!
Aleggia nell’aria la nenia della morte!
Da queste pietre, grigie pietre,
da ogni rovina, dalle cornici infrante
esala disperazione di sangue e lacrime:
Il mio spirito s’impiglia nel filo spinato
e la mia anima s’aggrappa alle sbarre,
prigioniera in casa nemica!
Chi sono? Nessuno! Tu chi sei? Nessuno!
Voi Sinti chi siete? Nessuno! Solo ombre,
nebbia! Nebbia che per abitudine è rimasta
prigioniera della più grande infamia
della storia dell’uomo !!!

                Anonimo