Lu dialettu…..gioiellu ti famiglia!

Tanti posti…tanti paisi egghiu giratu
atri dialetti cu mmi ‘mparu egghiu pruvatu
ma sempri  ‘ncuddatu stai allu cori mia
lu Turresi ti la bedda Torri mia!

Tanti voti  m’egghiu sempri ddummannatu
comu mai….tantu tiempu è passatu
e ttaccatu è rimastu all’anima mia
lu dialettu ti la bedda Torri mia?

Ci riflettu….pozzu tari na risposta,
comu nu gioiellu ti famiglia ca costa
lu dialettu no si pò minari!
lu Turresi si pò sulu amari!!!

Biografia di Enzo Parato

Enzo Parato nasce a Torre Santa susanna il 9 Dicembre del 1947, una straordinaria concomitanza con la nascita della Costituzione italiana.Ultimo di 5 figli ma l’unico nato dal secondo matrimonio di Giovanni Parato. Fin da piccolo vive una vita di relazioni e di affetti nell’ambito di una famiglia in cui sono fondamentali due elementi nella sua formazione….la visione molto laica della vita di papà Giovanni e quella religiosa ……quasi missionaria di mamma Anna(uno Zio Monsignore a Taranto,la sorella Suor Gennarina, missionaria negli USA e in Australia, il nipote  Padre Giovanni, missionario rogazionista in America Latina). Frequenta da piccolo l’Asilo infantile delle Suore Antoniane a Torre “con il terrore nel cuore”, unica suora a rassicurare quel bimbo terrorizzato persino dagli odori dell’Istituto è Suor Anna, sempre pronta ad accogliere col sorriso quel piccolo sempre in lacrime!
Frequenta la Scuola Elementare di via Oria e inizia la sua formazione, non solo culturale, sotto la guida del maestro Bartolo Sasso e di altri insegnanti come il prof. Carboni e il prof. Putignano, maestri di vita e di teatro. Con un gruppo di coetanei nei primi anni ’60 dà vita alla Compagnia teatrale dei Giovani Torresi con la guida del prof. Carboni e poi del prof. Putignano. E’ un “sorprendente ” Gesù (anche per se stesso) nella Passione che è rappresentata presso il Teatro dei Padri Carmelitani e vive nell’Associazione S.Alberto,avendo come guida spirituale Padre Augusto, sacerdote, atleta e sportivo,gli anni più importanti della sua formazione, religiosa, culturale e sportiva. Fa parte della squadra di calcio dell’Unione sportiva Torre con amici straordinari in seconda categoria, la squadra è di tutto rispetto ed è composta da calciatori tutti torresi!Ma Enzo impegna tutte le sue energie e potenzialità non solo nello studio, nel teatro e nello sport.Infatti, insieme con un gruppo di amici, nei fatidici anni ’60, partecipa alla formazione di un complesso musicale (I Meridionali, poi i Fratelli del Sole)…..Enzo è la “voce” e colonna portante del complesso che vive i suoi anni d’oro proprio negli anni che vanno dal 1963 al 1967. Il complesso è richiestissimo anche sulle spiagge del Salento e in varie manifestazioni musicali.Per Enzo sono anni importanti, pieni di impegni teatrali, musicali e sportivi nonchè di studio presso il Ginnasio dei Padri Carmelitani prima e poi presso il Liceo Classico “V. Lilla “di Francavilla Fontana. Finiti gli studi superiori, con l’iscrizione all’Università di Lecce Facoltà di Lettere Classiche, giunge il distacco dal suo paese natale che avviene alla fine del 1967.Enzo ha vissuto nel suo paese natale un’infanzia e un’adolescenza ricca di attività culturali, di momenti di gioia ma anche di momenti di sofferenza (uno fra tanti….la scomparsa improvvisa di Antonio, uno dei suoi più cari amici!). Spirito sempre libero (anche grazie alla sua formazione), non riesce a vedere il suo futuro nel suo paese in quanto troppo grande è il desiderio di conoscenza di altri luoghi e di altre culture.Frequenta l’Università di Lecce dal 1966 al 1971, avendo come docenti i nomi più prestigiosi a livello nazionale e internazionale, Mario Marti, Remo Giomini e Carlo Prato! Laureatosi il 3 Marzo del 1971 in Lettere Classiche, adempie al dovere del servizio militare…prima ad Albenga, poi a Roma e infine a Lecce.Nel 1972 frequenta sul lago di Como un Corso per Animatore Culturale di Cineforum accompagnato con altri amici da Padre Agostino di S.Antonio a Fulgenzio di Lecce. Al ritorno, dopo l’interessante esperienza comasca, Enzo fa parte del gruppo degli animatori del Cineforum dell’Antoniano a Lecce, gruppo di cui fanno parte anche il prof. Giovanni Invitto e il prof. Vittorio Za. Nel 1973 l’esperienza straordinaria di insegnamento presso un Carcere per minorenni e poi l’insegnamento al Nord a Brescia a partire dal 1974….questo è il periodo di formazione come docente della Scuola Media prima e poi nei Licei sotto la guida di maestri illustri…un nome fra tanti…Romano Colombini(autore di varie Antologie per la Scuola Media e per la Scuola Superiore), periodo in cui consegue una doppia abilitazione, nella Scuola Media e nei Licei per l’insegnamento della lingua italiana e della lingua latina. Tornato al Sud può subito verificare il divario tra Nord e Sud, non solo economico ma anche culturale! Le tante significative esperienze di formazione culturale, musicale,teatrale e financo sportiva è al servizio dell’insegnamento…….nella scuola con le sue classi il prof. Enzo spesso fa vivere ai suoi alunni la Storia sul palcoscenico (stupendo un suo testo teatrale sulla Rivoluzione francese che in quegli anni a cavallo tra il ’70 e gli anni ’80 si propone come un nuovo modo di “fare “storia nella Scuola Media)e non disdegna di partecipare alle partite di calcio con i suoi alunni.E’nominato componente del Comitato provinciale CGIL-Scuola a Lecce, partecipa anche a nuove esperienze di vita sindacale, dando un contributo importante al tentativo del prof. De Blasio di far nascere nuove forme di sindacalismo autonomo nella Scuola.Alla fine degli anni ’80 il matrimonio e il trasferimento da Lecce a Salice Salentino dove con una compagna straordinaria,Maria Teresa,si dedica alla cura di due splendidi pargoletti, Chiara e Giovanni.Insegna Italiano e Latino prima nell’Istituto Magistrale di Tricase, quindi nel Liceo Scientifico”S. Trinchese” di Martano presso il Liceo Scientifico “Banzi” a Lecce, facendo sperimentazione con il progetto “Brocca” nei Corsi Maxiscientifici.Negli anni’90 a Salice è vicesegretario dei DS con la segreteria di Salvatore Scalpello.Sono questi gli anni della sua formazione politica e del consolidamento della sua fede nel patrimonio valoriale della Sinistra! Dopo l’improvvisa scomparsa dell’amico Salvatore, si allontana dalla politica attiva soprattutto perchè deluso dall’involuzione delle vicende amministrative e politiche di Salice Salentino. Vive un rapporto difficile con le strutture ecclesiastiche parrocchiali e diocesane, in cui cerca di dare il suo modesto contributo di pensiero per il rinnovamento e per il cambiamento di una Chiesa poco missionaria e poco evangelica. Soprattutto in ragione del timore di essere istituzionalizzato da un eccessivo clericalismo e perchè molto geloso del suo pensiero libero e fortemente laico, non accetterà la candidatura a Presidente del Consiglio Pastorale prima e poi, per ben due volte, la candidatura a Presidente dell’Azione Cattolica della Parrocchia S. Maria Assunta di Salice Salentino.Nel 2006, con anticipo rispetto alla scadenza naturale, va a godersi il meritato riposo della pensione.Nel 2009 è chiamato a Roma come lettore di un brano della Bibbia in una trasmissione straordinaria di Rai Uno, avendo l’onore di trovarsi accanto a Roberto Benigni e ad altri nomi prestigiosi della cultura e dello spettacolo. Dopo gli anni giovanili di belle esperienze musicali,Enzo non ha mai abbandonato la musica, coltivando in particolare lo studio della chitarra classica, utilizzando una splendida chitarra acustica e tenendo in buona efficienza e gelosamente un vero cimelio, una chitarra del 1963, regalo dei suoi genitori per la promozione nel secondo anno di liceo classico In questi anni ,sia pure in privato e con gli amici,ha sempre coltivato lo studio della chitarra e l’amore per la bella musica,prediligendo il repertorio di due dei più grandi cantautori italiani, due poeti della canzone come Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori. Poichè non bisogna buttare via il proprio tempo e occorre sempre avere dei sogni nel cassetto, sarebbe bello per Enzo avere un giorno accanto un bravo fisarmonicista con cui affrontare le belle canzoni dei due cantanti-poeti prima ricordati !Chissà che ciò non accada!In questi ultimi anni Enzo è anche impegnato nello studio universitario per colmare alcuni punti deboli della sua formazione e, dopo aver completato un percorso giurisprudenziale, attualmente è impegnato in un percorso di Sociologia e nella ricerca di documentazione sugli “ultimi” del nostro pianeta e nel ripristino dei collegamenti culturali con il suo paese d’origine, luogo della sua formazione, Torre Santa Susanna.Nel 2013 e 2014 ha lavorato alla stesura di un Saggio sulla Democrazia, saggio di prossima pubblicazione con la Feltrinelli. I suoi grandi interessi sono oggi rivolti alla politica e ai problemi di carattere sociale ed economico, il suo blog nasce con una grande finalità…..dare voce agli “ultimi” della Terra!!!

Il Comunismo …..forse…..ci salverà !!!

Qualche giorno fa, alla logica leghista “la terra è mia”, provocatoriamente il ministro Kienge rispondeva “la Terra è di tutti”! Nella logica della competizione globale si afferma uno stile di vita che diventa lotta, rifiuto della condivisione, mancanza di riguardo e di scrupoli, impegno per accumulare e trattenere tutto nelle nostre mani!
Quando si parla di beni essenziali, di acqua ecc. ci si dovrebbe chiedere……ma in quale pensiero siamo immersi? Quando domina il denaro come logica, finisce subito la libertà di pensiero. Quanto la logica del denaro è entrata dentro di noi? Il denaro è diventato “l’anima” del pensiero e, se noi non abbiamo criteri diversi, pensare secondo il denaro s’impone nel nostro sguardo su tutto. Ma se siamo immersi nel pensiero “monetario”,non possiamo far nulla di efficace per cambiare le cose.
Nella vita pubblica, economica e sociale i “cattivi” esempi non solo hanno risonanza ma servono per rafforzare un sistema di convivenza iniquo e disumano! Nel “cattivo” esempio c’è una doppia responsabilità…..quella di non aiutare a risolvere i problemi dell’oggi e…..quella di allontanare le possibilità di soluzione per l’avvenire! E così il futuro ritarda, intendo riferirmi al futuro vero, quello dove vivere non sia una maledizione! Quanta stucchevole retorica sull’Italia che cambia o sulla Società che si trasforma! Eppure noi sappiamo che tutto cambia quando le categorie-chiave dell’economia saranno cambiate in radice……che significa passare dal profitto al dono, dalla proprietà all’affidamento responsabile, dall’accumulazione alla condivisione, dalla competizione alla cooperazione, dalla flessibilità alla dignità, dall’esclusione all’inclusione!!! Chiunque riuscirà a fare anche un solo passo in questa direzione sarà il benvenuto in quanto rappresenterà il “buon” esempio e sarà fonte di speranza, di apprendimento, di creatività per tanti altri. Quanto ai “cattivi” esempi mi vengono in mente quegli economisti che esaltano il nostro mondo come il migliore dei mondi possibili e con statistiche ben calibrate dimostrano che la Società attuale vive oggi un benessere maggiore rispetto al passato! E così, con qualche cifra, spazzano via il dolore di milioni di esseri umani, la giustizia, l’etica, il futuro vero! E come non ricordare il “cattivo” esempio di quei professionisti della politica e di alcuni partiti che si infiammano su schieramenti, bandiere, aggettivi qualificativi della loro identità, su tattiche e strategie in cui essi stessi sono al centro di tutto. Di costoro bisogna anzitutto rifiutare la logica, contrastandola con azioni e stili di vita e dimostrando che il mondo è, può essere del tutto diverso da quello concepito dai loro programmi del nulla!!!
E’ evidente che non si tratta soltanto di esprimere una condanna morale della “proprietà” e dell’egoismo del pensiero leghista e liberista ma piuttosto di creare le condizioni per una “sosta” anche breve……una sosta che ci faccia vedere la distanza critica da quello che siamo diventati, ci consenta il silenzio…per ascoltare,  di guardarci in uno specchio in cui possiamo vedere la realtà per la prima volta, un volto che ci ricordi quanto la Felicità condivisa sia il solo sogno attendibile per cui un cuore umano possa continuare a battere!!! E allora….che fare?  Semplicissimo (si fa per dire)! Umanizzare noi stessi e la Società in cui viviamo! Impegnarsi per riorientare la vita economica e sociale…sul piano etico e politico….ma anzitutto sul piano antropologico, facendo in modo che tutto ciò diventi materia essenziale e di fondo dei programmi dei vari partiti politici!
Se riusciremo a diventare noi stessi nell’essere insieme agli altri….allora, diceva Gandhi,..” non dovremo più preoccuparci di ottenere quello che possiamo, ma rifiuteremo di prendere quello che non tutti possono avere!”
Quindi urgono buoni esempi…..di un’altra economia…..di un’altra politica…..di un’altra educazione……di un’altra quotidianità:  se sapremo fare tutto ciò….sino al punto di provarci gusto, nonostante la fatica che ciò comporta, riusciremo a cogliere…..l’ Essenziale……della condizione umana………e non è poco!!!

IL PROGETTO AMBIZIOSO DI UN PARTITO MAI NATO !


Nel periodo del dibattito sui valori fondativi del Partito democratico il gruppo più convinto di un ambizioso progetto di un grande partito riformista era all’epoca quello dei Cristiano-sociali. Il grande partito riformista era il punto di approdo di un lungo percorso che aveva visto il cattolicesimo democratico prima fortemente critico verso la DC, con gli indipendenti di sinistra nelle liste del PCI, poi con una convinta adesione ai DS che, tuttavia, doveva condurre al l’incontro delle tre “anime”, quella socialista, quella cattolico-democratica e quella liberal-democratica. Particolarmente significativo il contrasto che nell’atto fondativo divideva i cristiano-sociali e i popolari della margherita sulla completa indipendenza dei cattolici in politica rispetto alla gerarchia ecclesiastica, un problema che è rimasto irrisolto. Che stesse per nascere un “mostro” dalle tre teste era tanto evidente al punto che lo stesso D’Alema dichiarava ripetutamente di non credere nel nuovo soggetto politico. Ci si avviò ad una convivenza da “separati in casa”, nonostante allora si parlasse di partito “plurale” nel senso di un partito che si proponeva di superare le varie identità e si apriva a tutte le forze sociali del Paese! E così il PD non è mai nato perchè ancora oggi ex DS, ex Margherita ecc. non solo non hanno mai rinunciato alla loro bandiera ma hanno dato vita a vere e proprie consorterie trasversali in cui sulla base di interessi personali si sono ritrovati in qualche caso  d’amore e d’accordo ex-comunisti e ex-Margherita con buona pace degli ideali sbandierati nella fase fondativa del Partito. Ho parlato di consorterie perchè anche le primarie nel PD hanno celebrato non la”democrazia” ma la lotta all’ultima tessera (basta considerare quanto è accaduto in alcuni circoli della Puglia , della Calabria e della Campania) con il risultato di tradimenti e colpi bassi in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica,che hanno segnato il punto di non ritorno di un Partito ridicolizzato e tradito nei suoi ideali.

IL TRIBALISMO …….POLITICO !


Uno dei problemi che in Africa continua ad essere un vero ostacolo al processo della democrazia è ancora oggi rappresentato dal  Tribalismo. La lotta per il potere su un territorio è spesso lotta sanguinaria che vede in contesa aspra e crudele una tribu’ contro l’altra.In Italia il fenomeno è oggi rilevabile nel mondo della politica dove a livello nazionale si è persino affermato un  governo di Tecnici “bocconiani”, professori a cui si è consentito tutto o quasi tutto in nome dell’emergenza economica che il Paese sta vivendo, professori che anche loro, se vogliamo, rappresentano gli interessi di un gruppo ossia “una tribù”. La grande Politica è ormai da tanto tempo andata in vacanza per fare spazio all’antipolitica cioè la politica consegnata non ai partiti ma ai gruppi di affaristi ossia a tribù spesso in lotta fra di loro ma solo per occupare le poltrone più prestigiose! Le tribù sono il risultato della patologia delle correnti trasformate non in grandi risorse culturali del partito ma in veri gruppi di potere riuniti attorno alla figura del capo-clan.Dai partiti si passa così al tribalismo politico in cui prevale la tribù più numerosa, quella formata da parenti, amici e amici degli amici! Dalla fine della Prima Repubblica la politica è gradualmente diventata campo di battaglia tra gruppi raccolti attorno al leader, che è tale non per ragioni culturali ma di affari e di clientelismo puro! Nelle grandi e nelle piccole Comunità da un ventennio le facce al potere sono sempre le stesse con una sorta di rotazione quasi concordata in cui naturalmente non c’è mai posto per chi non fa parte della tribù o della corporazione.E allora qualcuno prefigura un’alleanza tra le grandi risorse professionali messe all’angolo dal tribalismo politico e i giovani di questo nostro Paese. A proposito di giovani, qualcuno, con grande discrezione, viene accettato nel salotto dove però è generalmente costretto ad essere tappeto sia pur di grande valore!E’ quello che rileviamo nei periodi pre-elettorali quando nelle varie liste dominano i capi del villaggio, i soliti noti che ospitano qualche nome nuovo come semplice decoro della tribù. I capi tribù si sono impossessati dei partiti a tal punto che possono con il loro potere arrogante mettere a tacere chi dissente democraticamente : è ciò che succede in tanti circoli di destra e di sinistra nel nostro Paese. Che fare ? E’ possibile contrastare un fenomeno degenerativo della vita democratica di tale portata?  Come? Intanto rilevando il Problema, poi aprire un processo di rifondazione dei partiti e del loro ruolo, liberandoli dalla tutela mortale dei Capi-tribù!

DEMOCRAZIA E LAICITA’……….ANCORA TABU’ NELLE REALTA’ ECCLESIALI!!!



 Tutti quelli che vivono la vita parrocchiale non rinunciando al proprio senso critico e alla propria autonomia di giudizio attendono, da troppo tempo ormai,  una vera rivoluzione laica e culturale nella vita delle parrocchie dove, molto spesso,la religione viene trasformata in una “prigione”, fatta essenzialmente di liturgismo, di incontri formali e di veglie di preghiera, vissute con una carica eccessiva di autoreferenzialità,senza rendersi conto che, fuori dalla Chiesa, c’è un mondo che  guarda e aspetta, anche con impazienza, il confronto e il dialogo! Ma in parrocchia  spesso il dialogo è messo al bando  nei vari gruppi in cui un semplice invito alla riflessione e all’uso del senso critico talvolta è contrastato sul nascere con un semplice sguardo di insofferenza! E’ l’atmosfera impregnata di eccessivo clericalismo che non consente l’avvio di un processo veramente democratico e laico che porterebbe la parrocchia ad aprirsi alle domande e ai bisogni di chi è fuori dalle quattro mura della Chiesa. E la laicità è assente anche in tanti giovani chiamati a compiti di responsabilità nella parrocchia, che dovrebbero accompagnare e stimolare al cambiamento, conclamato nei documenti della Chiesa e fatto soltanto di buoni propositi espressi nei tanti incontri di formazione anche a livello diocesano. Anche nel linguaggio si fa ormai largo uso di slogan e di frasi preconfezionate,non avendo nulla da dire a chi chiede una maggiore sensibilità culturale ,preferendo rifugiarci in uno stanco spiritualismo e in una sorta di narcisismo per il nostro ruolo di cattolici e per i cosiddetti incarichi di responsabilità, che gestiamo da perfetti burocrati e supervisori! Non ci si pone più nemmeno il problema di un si o di un no, si vive la vita parrocchiale in un silenzio assordante che diventa solo silenzio assenso! Eppure il Card. Martini ci ha sempre ricordato che l’obbedienza nella realtà ecclesiale non è sempre una virtù! Persino della fede ne abbiamo fatto un luogo comune, quando si continua a ripetere stancamente che noi cattolici siamo accomunati dalla fede, non rendendoci conto che oggi la fede non è più un semplice fatto interiore ma è direttamente proporzionale alla  nostra capacità di andare incontro agli altri, senza supponenza e senza segnali di autosufficienza,  coniugata sempre con la sensibilità culturale(che si coltiva soltanto nell’incontro con le altre culture nel rispetto delle idee degli altri, atei compresi). In definitiva, c’è solo una cosa da fare per salvare le realtà parrocchiali: cambiare decisamente la direzione di marcia , dando forza alla laicità e alla democrazia in tutti i momenti della vita ecclesiale, prima che sia troppo tardi!

Sagre….affari…..e profondo sud!!!

La proliferazione di sagre e di appuntamenti pseudo-culturali nel Salento è ormai una  realtà esaltata dai media che sottolineano in genere il “ritorno” in termini economici per lo sviluppo di un territorio da sempre alle prese con una crisi occupazionale atavica!Sono ormai passati ben 5 anni di feste e sagre, il Salento è oggetto di grande attenzione da parte dei turisti anche stranieri ma i dati occupazionali riguardanti i giovani continuano non solo ad essere allarmanti ma anche a peggiorare di anno in anno (superata ormai la soglia del 40% di disoccupazione giovanile nel Sud!). E allora mi chiedo: le sagre e quant’altro risultano utili alle Comunità e al territorio o vanno a rimpinguare solo il portafogli già consistente di alcuni? L’immagine mediaticamente esaltata di una Comunità alle prese con la sua sagra non è poi in contrasto con il degrado urbano( e non solo) del suo territorio? E allora quanto torna per un territorio in termini non solo occupazionali ma anche di interventi che ad es. dovrebbero riguardare la salute dei cittadini( con progetti per la prevenzione e la promozione di stile di vita sani), la viabilità, il degrado e l’abbandono dei beni artistici e culturali, la creazione di nuovi servizi per i cittadini, il recupero dei centri storici? In poche parole, le sagre e le feste celebrate per gli affari di pochi non hanno molto a che vedere forse con lo sviluppo economico, sociale e culturale di una Comunità! E a quanto son servite le sagre se poi tutti sappiamo che la maggior parte dei Comuni sono in pieno dissesto finanziario e continuano a vivere una crisi che non è solo finanziaria ma si riflette anche sulla  coesione morale, culturale e sociale della Comunità ? E allora un modestissimo …semplice suggerimento…….. qualche sagra e qualche festa in meno!E si cominci a pensare e a definire seriamente percorsi  di progetti “partecipati” per il benessere economico, sociale e culturale dei cittadini…..di tutti i cittadini!!!

L’UTOPIA DELLA DEMOCRAZIA E DELLA CITTADINANZA ATTIVA !


Sognare una realtà sociale e politica in cui i singoli cittadini cercano di riprendersi gli strumenti della partecipazione non costa nulla. Il cittadino che ama la democrazia non può accettare il sistema clientelare di un voto di scambio in cui l’arroganza del potere di alcuni trasforma i diritti in favori e chiude le porte alla voglia di partecipazione di tanti cittadini!  In un sistema di questo genere Saviano rileva che si annidano i germi di quello che poi può diventare un vero sistema mafioso! Accettare in un silenzio assordante il corso degli eventi ,pilotato da gruppi lobbistici che discutono solo di incarichi, assessorati e di interessi personali nelle varie scadenze elettorali non significa, forse, essere poi corresponsabili del degrado morale, civile,sociale e politico in cui si lasciano morire il territorio e la Comunità ? E’ davvero utopia immaginare che cittadini attivi e responsabili,  aggregazioni politiche, sociali, civili e religiose decidano finalmente di aprire una nuova stagione dei diritti, che veda insieme giovani e meno giovani, di ogni tendenza politica, cattolici e non, tutti impegnati  a definire un progetto partecipato e attento ai reali bisogni della Comunità e del territorio? Nel momento in cui una Comunità decide di riprendersi gli strumenti della democrazia, l’esercizio della cittadinanza attiva non consente alcuna manovra di palazzo e nessuna “intesa preventiva” nelle “secrete stanze” per la spartizione delle poltrone! Dal progetto per la Comunità al riconoscimento delle figure dei competenti e degli onesti che aprirà una pagina nuova ed esaltante della storia del nostro Paese il passo sarà breve!

DIECI PASSI…..OLTRE……PER IL CATTOLICO CHE VUOLE ESSERE LAICO E CRISTIANO!



Un passo oltre ………il consumismo
………………………..il ritualismo
………………………..il perbenismo
………………………l’esibizionismo
……………………..il fanatismo
………………………l’individualismo
……………………..l’indifferenza
……………………….la tristezza
………………………l’arroganza
……………………..la paura

E SE IL CRISTIANESIMO FOSSE UN MOVIMENTO…..NON-RELIGIOSO???



Personalmente sono convinto che Gesù è patrimonio di tutta l’umanità. In pratica Gesù non è proprietà del Cristianesimo e non è di appartenenza esclusiva dei cristiani o della Chiesa. La Chiesa si è appropriata di Gesù e lo ha presentato come il centro e il contenuto fondamentale della religione cristiana. In realtà, la Chiesa avrebbe dovuto avere la libertà, il coraggio e l’onestà di presentare Gesù come la realizzazione piena di ciò che è più profondamente umano, di ciò che, al di sopra di culture, tradizioni, costumi e credenze religiose, costituisce la realizzazione degli aneliti di umanità e di ultimità che tutti portiamo iscritti nella profondità del nostro essere.