Conclusione: “E LA STORIA FINISCE QUI !”

E una storia qualsiasi finisce qui….alla fine degli anni ’60….precisamente era il 1968…..si chiude l’incontro d’amore con il mio paese! Si apre per me, all’inizio degli studi universitari, una nuova stagione della vita. Si apre un nuovo capitolo, ma quello appena chiuso con il mio paese d’origine , in realtà, rimarrà sempre aperto….nel cuore ! In cuor mio sentivo di aver avuto tanto dal mio paese e alla sua offerta d’amore avevo certamente risposto con tutta la mia passione e, sia pur con tutti i limiti delle mie capacità, avevo attinto a piene mani a tutte le sollecitazioni affettive, culturali e sociali che Torre offriva negli anni ’50 e ’60 ai ragazzi della mia generazione. La domanda inevitabile a cui sono anche riuscito a dare una mia risposta : perchè, quasi improvvisamente, si compie la scelta di lasciare un mondo che ci ha dato tanto ? Personalmente…..quando, adolescente, sognavo e tentavo di guardare al mio futuro, facevo fatica ad immaginare tutta la mia esistenza nel mio paese d’origine. No ! Non era un grande bisogno d’evasione da quel mondo….ma sentivo la necessità di nuove esperienze, forse perchè in quella mia timidezza, in realtà, era nascosta una profonda inquietudine di tipo culturale e forse esistenziale . E probabilmente proprio questa mia curiosità “irrequieta”, anche nei miei anni torresi, mi aveva spinto ad una sorta di eclettismo, volendo sperimentare tutte le offerte affettive, culturali, musicali e sportive che il mio ambiente mi offriva. Lontano dal mio paese….ho comunque eretto, a mò di scudo, per proteggermi dalle contaminazioni di altre lingue, il mio dialetto torrese- doc, che ho saputo conservare come un talismano, custodito nella cassaforte del mio cuore. Un grazie a tutti i torresi,alla mia famiglia, agli amici della musica e del canto, agli amici del mio tempo libero, agli amici del teatro, agli amici dello sport, ai miei meravigliosi maestri di cultura e di vita( Pietro Putignano in primis) che hanno reso la stagione della mia infanzia e della mia adolescenza tra le più belle e significative della mia esistenza. Grazie….TORRE !

Negli anni ’50- ’60 …….I TORRESI NEL PALLONE !

Negli anni della Ricostruzione in Italia…..già nei primi anni ’50 a Torre la politica divideva i Torresi……erano scontri….che diventavano particolarmente aspri nei momenti pre-elettorali e che vedevano contrapposti i due partiti maggiori DC e PCI. La Sezione del PCI aveva il suo esponente di rilievo nella figura del Dott. Giorgio Lombardo (sarà eletto sindaco di Torre in quegli anni). Il dott. Lombardo, anche per il suo particolare carisma, riusciva a dare un’immagina di grande unità e compattezza del PCI a Torre, unità quasi garantita, in verità, dal centralismo democratico, ereditato dal partito comunista sovietico nei riguardi del quale il PCI, allora, viveva una sorta di sudditanza ideologica. Nella DC torrese dominava, invece, il deus ex-machina del partito, il dott. Muscogiuri, che supportava la segreteria Ariano. Già allora…. anche a Torre ……la DC cominciava ad essere il partito delle “correnti”, un grande partito di centro che, tuttavia, inglobava posizioni ultra-conservatrici…..conservatrici…..e posizioni liberali. E tra i miei ricordi (siamo alla fine degli anni ’50 )c’è uno dei momenti pre-elettorali più tumultuosi che Torre abbia mai avuto! Il prof. Cosimo Fazzi (docente di Filosofia nei licei) osò sfidare nel partito l’egemonia, nella DC di Torre, del dott. Muscogiuri. La furibonda lotta politica si concluse con l’uscita dal partito del prof. Fazzi , che, con il suo gruppo, organizzò una lista di contrapposizione alla DC in vista delle elezioni amministrative! Ma se la politica a Torre in quegli anni era motivo di profonde divisioni…..la musica, il teatro e lo sport, ossia il calcio, improvvisamente univano e i Torresi diventavano Comunità. E allora, in occasione della festa di Santa Susanna, tutti in piazza ad ascoltare….con orecchio da esperti…le bande di Conversano, di Squinzano, di Mottola e di Acquaviva delle Fonti.E il momento teatrale della Rappresentazione Sacra della Passione vedeva una larga partecipazione di popolo ! Quanto al calcio, quello degli anni’50, era un calcio “pionieristico…..un calcio “bello e puro”, praticato con un pallone di cuoio pesantissimo, che dopo la partita doveva essere unto di grasso perchè non si deteriorasse ! E tra i mei ricordi più belli della mia infanzia(avevo 9 anni) c’è un derby Torre- Erchie, disputato in piazza Umberto I…..di fronte al Palazzo D’Andria….uno spettacolo meraviglioso di tecnica e di potenza, offerto da calciatori torresi atleticamente straordinari….uno in particolare….Gigi D’Andria, un difensora centrale….gigante della difesa….imbattibile di testa ! I calciatori di allora erano simbolo sì di un calcio spettacolare ma soprattutto vero….pulito! Ma nei primi anni ’60 i Torresi, ammalati di calcio, finirono nel pallone perchè riuscirono a dividersi anche nel calcio. Per una diatriba tra dirigenti di allora, a Torre, fu fondata un’altra società di calcio, la Polisportiva Torrese, contrapposta all’Unione Sportiva Torre. E la domenica pomeriggio via Latiano diventava un fiume….tanti torresi che si recavano al campo per la partita!E naturalmente gli animi si infiammavano in occasione del Derby Unione Sportiva- Polisportiva (in cui militavano i due fratelli Quartulli).Ma anche nello sport le divisioni non pagano e per le due società il risultato di quel campionato fu piuttosto deludente!La Polisportiva torrese chiuse presto il suo ciclo e i colori torresi continuarono ad essere rappresentati dall’Unione Sportiva. Il nuovo ciclo dell’Unione Sportiva fu gestito da nuovi dirigenti come Mimino Cervellera, Franco Tomai e Antonio Sammarco……con una novità “storica”….la squadra era formata interamente da giovani torresi !Ed io ero pronto a vivere anche l’esperienza del calcio ! Ebbi l’onore di far parte di quella squadra di “campioni”….io, che ero soltanto un centrocampista dignitoso, mi ritrovai a giocare accanto ad una splendida mezz’ala come Mimmi Quartulli e a calciatori fortissimi come Gino Giannelli, Giovanni Arena, Raffaele Piconese e un grande portiere come Alfredo Cacudi. Di quella mia esperienza …un bel ricordo….il derby ” di fuoco” Torre- Erchie con la vittoria della squadra torrese per 1-0 …quel goal….molto bello,che è negli Annali del calcio torrese, ebbe come marcatore un modesto centrocampista…Enzo Parato !Quella domenica sera fu una delle più belle della mia esperienza calcistica…..nei miei riguardi straordinarie manifestazioni d’affetto dei tanti tifosi torresi, espresse con abbracci e pacche sulle spalle!

La Topolino……le incursioni e…..il panino

” Beh! dai..meh! facimundi ‘na passiggiata cu la Topolinu!”. Avevo appena 16 anni, accolto in un gruppo meraviglioso di amici che avevano 2-3 anni più di me. Talvolta mi chiedevo perchè stavo anche così bene con amici più grandi di me …..oggi comunque posso dire con certezza che le esperienze d’amicizia con loro sono state per me importanti e significative perchè hanno accelerato i tempi del mio processo di maturazione. Mimino proponeva il giro in Topolino (un gioiellino di macchina di quel periodo),il cui proprietario era l’amico Dino.Lui la conservava in garage come oggetto preziosissimo da tenere ben custodito! In quella Topolino,che poteva ospitare a stento due persone, ci stavamo in quattro (Dino, Mimino, Franco ed io). Non appena si azionava la messa in moto…ci arrivava un pugno sullo stomaco…..ai nostri occhi la scena consueta…..quel rosso terribile…non c’era benzina! Soluzione immediata….una colletta e dal benzinaio la solita scena : il benzinaio che scuoteva la testa quando arrivava la richiesta di “3oo lire” di benzina (ma dove saremmo arrivati con 300 lire di benzina?) e ,intanto, all’interno io e Franco non riuscivamo a trattenere le risate mentre Mimino rimaneva impassibile ! Eravamo nei primi anni ’60….in paese si vedevano già in circolazione le prime “500” Fiat…allora praticamente quasi un lusso per pochi, davvero un sogno per noi giovani….squattrinati ! E, tuttavia, noi eravamo tanto felici ! Con quella Topolino andavamo in giro per le vie di Torre sino ad arrivare poi a Erchie (distanza 2 Km !) con la continua paura che quel rosso presto sarebbe comparso sul cruscotto a farci l’occhiolino!Unica motivazione della passeggiata in macchina ?Ragazze da corteggiare! Poi c’erano i momenti di …follia…del gruppo…..l’attacco con pietre alla porta della Sede del MSI e al suo custode di allora….”lu Tunatu”, personaggio unico perchè possedeva un suo linguaggio “personalizzato”, un incontro piuttosto improbabile, un misto di dialetto e italiano che ci faceva crepare dal ridere !Quelle pietre lanciate sulla porta della Sezione provocavano un frastuono incredibile a cui seguiva la solita espressione di sorpresa molto contenuta “ti lu Tunatu”…”Perdio!!!!” In quella Sezione del MSI le nostre partite a biliardino(di giovani squattrinati) con un solo gettone diventavano interminabili ….con grande sorpresa “ti lu Tunatu” che continuava a chiedersi come si potesse giocare a biliardino per 2-3 ore con un solo gettone ! E infine….il rito delle cinque del pomeriggio….quando i morsi della fame cominciavano a farsi sentire…..il panino….il panino con la mortadella ! E quando qualcuno non aveva soldi per il suo panino….il gruppo….la solidarietà di gruppo risolveva il problema…..una colletta e si mangiava tutti insieme ! Giovani di una generazione che era sempre pronta a celebrare la festa dell’amicizia solidale e fraterna !

Pietro Putignano… l’amore per il teatro… la cultura… la vita !

” Enzu…tranquillu….dai ca ‘nci la faci!” E io….invece….cominciai a tremare ! Avevo accettato la sfida del palcoscenico quando avevo solo 8 anni nel Teatro dei Padri Carmelitani, avevo partecipato con entusiasmo alla fondazione della Compagnia Filodrammatica dei Giovani Torresi, quasi sempre impegnato in ruoli di secondo piano, ma piuttosto complessi.Questa volta, però, l’impegno che mi veniva richiesto era quasi impossibile da affrontare.In occasione della Rappresentazione tradizionale della Passione, la Compagnia Filodrammatica veniva sapientemente guidata Da Pietro Putignano, maestro elementare innamorato della cultura e del teatro. I ruoli principali della Passione erano ruoli ormai istituzionalizzati: un Gesù straordinario interpretato da Totò Cervellera, un Giuda meraviglioso interpretato da Mimino Cervellera e uno splendido Gran Sacerdote interpretato da Franco Tomai,il personaggio di S.Pietro, molto complesso, interpretato dignitosamente da me e ben rifinito grazie ai suggerimenti del maestro Putignano.Lui era il nostro meraviglioso regista, sempre impegnato a dare consigli e buone indicazioni sulla dizione e sulla recitazione espressiva…..ma lui non era solo un grande esperto di teatro, era un grande innamorato della cultura e ogni sua parola per me diventava una grande lezione di vita! Nel 1965 nei giorni di preparazione della Rappresentazione in occasione della Pasqua, per ragioni personali, improvvisamente Totò Cervellera dovette rinunciare al suo tradizionale impegno nel ruolo di Gesù ! Un problema….immenso….anche perchè la rinuncia arivava a solo un mese dalla Rappresentazione…..un problema per tutti ma soprattutto per Pietro Putignano che si ritrovava improvvisamente senza il principale protagonista. Pietro, pur essendo in difficoltà, non si perse d’animo….bisognava trovare subito un sostituto….non uno qualsiasi…ma qualcuno che, almeno, non facesse rimpiangere chi in quel ruolo aveva dimostrato di essere ineguagliabile ! Il maestro Pietro, allora, mi chiamò in disparte e testualmente mi disse “Enzu….tocca a tei….quistu eti lu momentu tua!” Io ero letteralmente smarrito di fronte a quella richiesta….Pietro mi guardò…comprese il mio stato d’animo e aggiunse :”Enzu…tranquillu….nci la faci!Sarai un Gesù meraviglioso!” Queste sue parole di grande fiducia nelle mie capacità cancellarono in un attimo la mia paura. E fu così!….Un’interpretazione di alto livello la mia….un Gesù che si presentò sul palcoscenico con tutta la sua umanità ( come del resto più volte il maestro Putignano aveva ribadito…..un Gesù…poco divino… in cui trasparisse tutta la sua grande umanità!) In quel periodo….quando ormai già nelle Università si affermavano i “cattivi maestri” (intendo quelli che fomenteranno il terrorismo in Italia negli anni ’70), a Torre, per fortuna, c’erano invece anche i bravi maestri, quelli che preparavano i giovani ad affrontare la vita con grande senso di responsabilità e uno di questi era certamente Pietro Putignano !

ED ECCO A VOI… LA COMPAGNIA FILODRAMMATICA “GIOVANI TORRESI” !

Cadevano le prime foglie…avvisaglia di un autunno sonnolento…..un pomeriggio del lontano 1962 .Con il solito gruppo degli amici amanti del teatro si discuteva di nostri eventuali progetti perchè si desse continuità alla grande tradizione teatrale torrese degli anni ’50…..eravamo nei pressi della colonna di Santa Susanna…..all’improvviso una voce che ci era familiare..”Cari giovani…buona sera….io vi faccio un invito….domani sera ci potremmo vedere al Centro di lettura…vorrei farvi una proposta interessante “. Era lui ..il maestro Carboni….lu ‘Nzinu Carboni che voleva incontrare il nostro gruppo . L’indomani sera ci presentammo in tanti al Centro di lettura…proprio nei pressi della Chiesetta di S.Giovanni….con me c’erano Mimino Cervellera, Franco Tomai, Nino Luzio, Antonio Fazzi,Elio Gallù, Mimmi Quartulli, Salvatore Coppola, Antonio Carrozzo,Antonio Pichierri e Franco Priore.Quella sera nasceva La Compagnia Filodrammatica dei Giovani Torresi. Allora non c’era ancora un Teatro Comunale…erano in attività due Cinema privati, quello dei D’Andria e quello dei Galasso ma noi avevamo la disponibilità dello splendido gioello del Teatro dei Padri Carmelitani, che,tra l’altro,erano entusiasti del nostro progetto.Dopo una serie di modeste rappresentazioni…tra farse e qualche commedia….il 14 febbraio del 1965 la prima impegnativa prima…..un giallo “Delitto in Palcoscenico “.A me fu assegnato il ruolo di un medico….ruolo secondario ma impegnativo sotto il profilo teatrale in quanto si concretizzava al di fuori dello schema “attori in palcoscenico”….infatti con un vero “coup de théatre”…io ero seduto in platea in mezzo al pubblico e, al momento in cui ero chiamato in causa intervenivo nell’azione scenica…in quanto medico in sala…..allorquando dal palco era richiesto l’intervento di un medico, subito dopo il delitto in palcoscenico.Azione scenica per me impegnativa e anche di un certo effetto teatrale.A tal proposito…mi sono talvolta chiesto quali sono i fattori….i meccanismi che possono riuscire a trasformare un “timidone” quale io ero da adolescente (pronto ad arrossire per un nonnulla in una semplice conversazione con gli altri)in una persona sicura di sè quando ero sul palcoscenico e quindi al centro dell’attenzione….e sul palco…sia che dovessi cantare sia che fossi teatralmente impegnato non ero più quel timidone di Enzo ma un ragazzo che riusciva a dare tutto se stesso sulla scena!Poi, leggendo le varie storie di attori celebri e meno celebri, ho saputo che, in genere, tranne qualche eccezione,l’attore nella vita è un timido e un introverso.Mah ! Forse è proprio così….insomma per i timidi il palcoscenico sarebbe il toccasana di tutte le loro insicurezze e di tutte le loro incertezze….e tutto ciò diventa naturalmente una buona terapia per uno sviluppo equilibrato ed armonico della personalità!

ALLU PUZZU TI FORI…IL PRIMO INNAMORAMENTO

” Dai …..facimindi na passiggiata allu Puzzu ti fori…..”. La passeggiata serale allu Puzzu ti fori era un vero rito per i giovani torresi nei primi anni ’60…..c’erano anche i giovani che trasformavano la passeggiata in un vero e proprio scambio culturale ma la passeggiata in Via Oria in genere era fatta di sorrisi….di sguardi languidi e, talvolta, ci scappava anche qualche innamoramento con qualche bella ragazza torrese di quel periodo ! La mia passeggiata prevedeva la piacevole compagnia di uno dei miei più grandi amici dell’epoca, Antonio……con lui si parlava anche del nostro futuro ma la nostra passeggiata aveva in realtà una sola motivazione di fondo…..gli sguardi amorosi e i sorrisi da dedicare a qualche “beddha vagnona”! Eravamo adolescenti che si illuminavano di fronte al sorriso di una bella ragazza , che per noi era tutto….eravamo giovani che anche in famiglia avevamo ereditato la purezza dei sentimenti…..il rispetto nei riguardi dell’altro sesso. Del resto poi l’unica vera…grande occasione per poter stringere a sè l’amata erano le festicciole in casa di qualche amico in cui il rituale era costituito dai balli “lenti”….quelli su una mattonella….che consentivano finalmente un bel contatto fisico con l’innamorata. E anche per me arrivò il primo innamoramento….la prima passeggiata “furtiva” nei pressi del Convento (erano le nove del mattino (sic!) di una calda giornata estiva)con una stupenda ragazza di prorompente bellezza che tanto successo riscuoteva allora tra i giovani torresi. Inutile nascondere che il suo “sì” in quella calda mattinata di giugno del 1964 mi fece sobbalzare e mi fece sentire un “latin lover” a 17 anni! Bella storia quella…il primo incontro…..con l’amore adolescenziale…..emozione indicibile ma storia che ( come spesso sono le belle storie degli innamoramenti adolescenziali)….durò soltanto lo spazio di un mattino !

CON “I FRATELLI DEL SOLE”… 5 ANNI CON LE CANZONI DEGLI ANNI ’60.

Quel giorno loro suonavano con strumenti ancora privi d’amplificazione un grande successo dell’epoca ” La casa del sole” e alle loro voci si unì la mia voce….fu una bella scoperta per me ma soprattutto per gli amici Stanisci!Quando tutto fu amplificato cominciai ad avere dimestichezza col microfono e lentamente riuscii a scoprire la notevole “duttilità” della mia voce, che riusciva a fare passaggi dalle più basse tonalità sino a quelle più alte….e così cominciai a cimentarmi con le canzoni di Morandi, quindi con le canzoni di Tony Del Monaco per passare, senza problemi, ai toni cavernosi delle canzoni di Bobby Solo e di Michele. Loro, i miei amici meravigliosi mi accolsero a braccia aperte…..diventai così la “voce” di quel complesso che allora ebbe il nome de ” I Meridionali ” e poi quello de ” I Fratelli del Sole”. Per circa un mese fummo impegnati in prove talvolta logoranti…finalmente con amplificazione e chitarre elettriche con pianola : notevoli i sacrifici finanziari di mamma e papà Stanisci….ma loro sarebbero stati capaci di fare qualsiasi sacrificio per quei figli che non volevano rinunciare alla loro passione per la musica ! Dal 1962 al 1966….cinque anni bellissimi in un momento storico della musica in Italia…..I Meridionali come complesso cominciano ad affermarsi prima a Torre…poi varcano i confini territoriali…..ammirati e richiesti nella provincia di Brindisi, poi in tutto il Salento con tour estivi indimenticabili sulle spiagge ioniche con le canzoni di Bobby Solo, di Sergio Endrigo, di Battisti, di Don Backi e di Fred Bongusto (bella la sua “Rotonda sul mare!). Non potrei tuttavia non ricordare un amico indimenticabile…Ettorino Maiorano , che spesso si univa al nostro complesso, …..era un “creativo” della chitarra….per lui la chitarra era “gioia”…”fantasia”….strumento sì ma…..insofferente a piegarsi ai rigidi schematismi della musica…utile solo per fare un viaggio verso l’infinito . Ettorino nell’estate del 1964 trascorre con me un mese intero per avvicinarmi, nella mia casa, alle prime nozioni di base della chitarra……infatti anch’io ormai disponevo di una chitarra….regalo dei miei per la mia promozione al terzo anno di liceo (che frequentavo a Francavilla Fontana). Mi piace tuttavia fare un’ultima annotazione sulla mia esperienza musicale con i fratelli Stanisci : la nostra generazione aveva un suo preciso biglietto da visita…..amava molto il “noi”….l’io era praticamente inesistente. Io cantavo ed ero felice……e quando qualcuno mi proponeva di tentare la via del succeso canoro….non mi entusiasmavo più di tanto perchè non riuscivo ad immaginare un mio futuro canoro….in definitiva ero contento di condividere con gli amici un’esperienza meravigliosa….quella del fare musica “artigianale” senza grandi pretese! Ci accomunava una grande umiltà (forse patrimonio di una generazione che sapeva vivere le sue esperienze gioiosamente…senza arroganza e senza alcuna forma di arrivismo).La nostra bella stagione della musica fu anche condivisa da altri carissimi amici come Antonio Pace con la sua tromba, Mario Grottoli col suo sax, Alberto Muscogiuri con la sua chitarra ed Elio Gallù(anche lui…un eclettico…. come me amava cimentarsi col canto, con il teatro e con il calcio).

UN INCONTRO INEVITABILE… la gioia del canto… la gioia della musica !

La passione per la musica forse è innata nell’essere umano…ma è innegabile che l’ambiente eserciti un’influenza straordinaria e stimoli le nostre attitudini e le nostre potenzialità. Ero un bambino e il canto….o meglio i canti accompagnavano i miei primi anni di vita…….tante donne nel frantoio , sedute in cerchio “infilavano” il tabacco e cantavano con voce straordinaria stornelli gioiosi e scherzosi…..anche per “addolcire” la fatica quotidiana. E poi i canti del Natale….con quel “Tu scendi dalle stelle” cantato nella mia casa la vigilia da un bimbo emozionatissimo con i suoi amici vicini di casa…..tutti in fila intorno al Presepe con la candelina accesa : era il rito che ogni anno si ripeteva….fortemente voluto e organizzato da mia madre. E poi il vecchio grammofono di casa che mi estasiava con l’Ave Maria di Schubert ! Sono questi i semi reconditi del mio amore per il canto e per la musica….attestato anche da un regalo della Befana del 1951 (avevo appena quattro anni )…..una piccolissima….modestissima fisarmonica di cartone….forse uno dei regali più graditi della mia infanzia! Tanti gli amici della mia infanzia (Angelo e Fiorentino in primis ….vicini di casa) ma poi incommensurabile la cerchia degli amici quando varco la soglia dell’adolescenza. Immediata ….reciproca simpatia con Totò Stanisci….con lui è anche gioia dell’incontro col canto e con la musica !Le nostre passeggiate diventavano canto e musica….io cantavo e lui che teneva il ritmo con qualsiasi oggetto che facesse da percussione….per lui amore per la batteria……passione che di lì a breve sarà bellissima realtà! E Totò mi introduce nella sua famiglia di musicisti : Mimino con la sua fisarmonica, Carmelo con il suo basso e il cugino Uccio Corrado con la sua chitarra. Era il 1962….un pomeriggio di una calda estate….varcai la soglia della loro “stanza prove”…quella stanza sarà la mia casa prediletta per circa cinque anni !

MAESTRI… PER VOCAZIONE E MAESTRI…CACCIATORI E …AHIME’….IL GRAN SALTO !

” E per domani…completare la memoria del 5 Maggio”…..sì….è lui…..è la voce del mio caro maestro delle Elementari Bartoluccio Sasso. Quante poesie a memoria……e quanti ricordi…..tanti…..alcuni dolcissimi! Avevo 8 anni….e alle 6 del mattino rileggevo la poesia da memorizzare…….e il mio papà : “allora….Enzo….io vado intanto al Bar (quello in piazza… di Ciccio Caramia) a prendermi un caffè….torno fra mezz’ora “…..erano le parole di sempre…..in occasione della poesia….a memoria! Io cominciavo a memorizzare bene la poesia che…..(ormai era un vero e proprio rito)….dovevo recitare a papà al suo ritorno. Memorizzare le poesie per i bambini di allora non era poi una gran fatica…..eravamo allenati…..la sera precedente leggevamo più volte la poesia e….al mattino…bastava riprenderla e….con sorpresa….tutto si memorizzava in pochi minuti. Al ritorno di papà dal bar di Ciccio in piazza, io ero già pronto per recitargli la poesia….e alla fine della recitazione…ecco la scena consueta (ricordo che ancora oggi mi commuove tanto): papà che mette una mano in tasca e tira fuori….il premio da me tanto atteso…..un mon- cheri !!! Il mio maestro Bartoluccio Sasso lo ricordo con affetto e riconoscenza……ai suoi alunni ha certamente trasmesso l’amore per la Classicità e per la Storia…..spesso poi ci ripeteva che era importante studiare anche per conoscere meglio le nostre origini ….che ci consente di vivere bene il nostro presente e di costruire un futuro migliore! Ma nella Scuola Elementare torrese degli anni ’50, quando ancora la stupenda pedagogia della Montessori era poco conosciuta, venivano quotidianamente esercitate (tutto ciò non è giusto nasconderlo) sottili violenze alla pedagogia più elementare! Davvero pochi gli insegnanti che formavano…quelli per vocazione intendo…tanti quelli che prediligevano contenuti…spesso fine a se stessi…..talvolta (cosa molto grave)un’antipedagogia della punizione umiliante (ahimè…anche con il consenso dei genitori!) antipedagogia destinata ai meno capaci e ai bambini…difficili ! Quante volte io tornavo a casa profondamente rattristato da quelle scene quotidiane di bambini mandati in giro per le classi con la scritta “somaro” sulle spalle ma anche dall’immagine poco educativa di qualche maestro che,al suono della campanella al mattino,essendo in grave ritardo, entrava a Scuola con il suo abbigliamento da cacciatore ,dopo la battuta di caccia,non avendo avuto la possibilità di cambiarsi a casa! I miei anni di Scuola Elementare sono stati gli anni dello studio “matto”……per fortuna negli anni successivi….nelle Superiori sono riuscito a dare poi la giusta dimensione allo studio.Annotazione finale…che la dice lunga sullo studio “matto ” di quegli anni……La bella concorrenza…sempre colma d’amicizia….con l’amico Giampi ci stimolò a tal punto reciprocamente da accogliere con entusiasmo….ahimè…la sollecitazione del maestro Bartoluccio (in conseguenza di pagelle infarcite di dieci!)a compiere il gran salto….dalla IV Elementare …..alla Classe I Media.E così fu… Io sostenni gli esami d’ammissione a giugno e Giampi a settembre…..era il 1956….eravamo così ancora insieme…. in Prima Media nell’Istituto dei Padri Carmelitani! Una bella lezione da questo “gran salto” e un messaggio per genitori e bambini : mai affrettare il passo nello studio….mai forzare i nostri ritmi naturali….poi sarà inevitabile l’affaticamento…che ci costringe a tirare il fiato !

Tra vocazioni “vere” e vocazioni “obbligate”……un’educazione liberale !

“Ma….non si preoccupi Signora ! Certo! Enzo è pronto anche se ha solo 7 anni….certo! anche per la Cresima!” Era il Priore del Convento Padre Alfonso che con queste parole rassicurava mia madre sul fatto che io potessi ricevere la Prima Comunione e la Cresima nella stessa giornata di quel lontano 1954 ! Unico bambino “esterno” ossia “non mariano”. In quel periodo e per tanti anni ancora….Il Convento ospitava i ragazzi “mariani” per i quali si auspicava la vocazione sacerdotale e i “convittori”, ragazzi non interessati a una eventuale vocazione e che si potevano permettere il pagamento di una considerevole retta mensile. Allora in quel Collegio erano in tanti….forse più di 100, considerando”mariani” e “convittori” insieme. Io avevo completato un corso rapidissimo di catechismo per la preparazione alla Prima Comunione insieme con mio fratello Mimino (che aveva 10 anni e che era appena entrato in Collegio come “mariano” perchè in famiglia (allora in tante famiglie) c’era la segreta speranza di qualche vocazione sacerdotale. Certo….erano altri tempi…..e avere il sacerdote in famiglia era un grande onore ! Ma nella mia famiglia non solo non ci fu alcuna vocazione ma fu evidente da parte di tutti i figli il rifiuto del Collegio, considerato come terribile prigione, forse in ragione di una educazione molto “liberale” che derivava dall’incontro di una religiosità materna piuttosto zelante e confessionale e di una laicità paterna particolarmente vivace.Dovrei anche aggiungere che quell’educazione ottenne l’impronta di un cristianesimo aperto verso tutti….nessuno escluso….in virtù degli insegnamenti ricevuti in un Oratorio come quello dei Padri Carmelitani, che ai ragazzi proponevano con le loro azioni un cristianesimo missionario….inclusivo…quindi molto lontano da quello tradizionale e conservatore delle Parrocchie di quel periodo! In definitiva….quel no al Collegio da parte dei figli in famiglia risultò particolarmente gradito soprattutto a mio padre! In quella lontana giornata del 1954……emozionatissimo feci la Prima Comunione e la Cresima in quella che fu una grande festa ….con una stupenda celebrazione religiosa che riguardò forse circa 40 ragazzi “mariani” ! Poi seguì un “rinfresco” particolarmente sobrio …..qualche dolcetto e qualche “bicchierino” di liquore in una grande sala del Convento (“li bicchierini” erano allora un rito in tutte le occasioni di festa in casa).Quando il mio padrino, Francesco Castelli (cugino di mia madre nonchè allora sindaco di Sava)mi consegnò il suo regalo, io lo ammirai con una gioia immensa :si trattava di un orologio d’oro (allora era un regalo consueto quello dell’orologio, anche se non sempre era d’oro). Quell’orologio lo mettevo al polso solo nelle giornate di festa , poi lo conservavo gelosamente! E come non sottolineare la grandezza d’animo del mio padrino , Francesco Castelli,un cattolico d’altri tempi, che, secondo lo stile di Giorgio La Pira, ogni giorno(e non solo quando era sindaco) apriva a mezzogiorno la porta della sua casa a chiunque in quel di Sava avesse bisogno di un pasto caldo :erano gli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale e in quel periodo l’indigenza era molto….molto diffusa! Quanto alle vocazioni sacerdotali……allora qualcuna sbocciava e fioriva…..tante altre non sbocciavano e, talvolta, per chi viveva condizioni di povertà economica, il chiedere di entrare in Collegio era un semplice pretesto per compiere gli studi gratuitamente e per poi abbandonare il Collegio,alla fine del Liceo o, in qualche caso,dopo aver completato gli studi universitari!