RISUONA UN CANTO SOPRA LA SCOGLIERA

Risuona un canto sopra la scogliera

musica celestiale peregrina

tra i bianchi flutti ripete fino a sera

cupa struggente dolce melodia.

Ecco or si sente…si sente appena

qualcuno attende sopra la scogliera

una barca nera che giace in fondo al mare

colma di sogni luminosi e stanchi !

Nenia velata di melanconia

risuona un canto sopra la scogliera !

IO SONO COMUNISTA

Io sono comunista Io sono comunista Perché non vedo una economia migliore nel mondo che il comunismo. Io sono comunista Perché soffro nel vedere le persone soffrire. Io sono comunista Perché credo fermamente nell’utopia d’una società giusta. Io sono comunista Perché ognuno deve avere ciò di cui ha bisogno e dare ciò che può. Io sono comunista Perché credo fermamente che la felicità dell’uomo sia nella solidarietà. Io sono comunista Perché credo che tutte le persone abbiano diritto a una casa, alla salute, all’istruzione, ad un lavoro dignitoso, alla pensione. Io sono comunista Perché non credo in nessun dio. Io sono comunista Perché nessuno ha ancora trovato un’idea migliore. Io sono comunista Perché credo negli esseri umani. Io sono comunista Perché spero che un giorno tutta l’umanità sia comunista. Io sono comunista Perché molte delle persone migliori del mondo erano e sono comuniste. Io sono comunista Perché detesto l’ipocrisia e amo la verità. Io sono comunista Perché non c’è nessuna distinzione tra me e gli altri. Io sono comunista Perché sono contro il libero mercato. Io sono comunista Perché desidero lottare tutta la vita per il bene dell’umanità. Io sono comunista Perché il popolo unito non sarà mai vinto. Io sono comunista Perché si può sbagliare, ma non fino al punto di essere capitalista. Io sono comunista Perché amo la vita e lotto al suo fianco. Io sono comunista Perché troppe poche persone sono comuniste. Io sono comunista Perché c’è chi dice di essere comunista e non lo è. Io sono comunista Perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo esiste perché non c’è il comunismo. Io sono comunista Perché la mia mente e il mio cuore sono comunisti. Io sono comunista Perché mi critico tutti i giorni. Io sono comunista Perché la cooperazione tra i popoli è l’unica via di pace tra gli uomini. Io sono comunista Perché la responsabilità di tanta miseria nell’umanità è di tutti coloro che non sono comunisti. Io sono comunista Perché non voglio potere personale, voglio il potere del popolo. Io sono comunista Perché nessuno è mai riuscito a convincermi di non esserlo. Nazim Hikmet

LA CURA

Conosco una cura, la più efficace, l’unica cura che a farla piace, produce effetti assai sorprendenti, miracolosi, stupefacenti. Nessuna controindicazione, semplice la somministrazione: una dose di abbracci massiccia, dalla mattina fino alla sera, alla persona più malaticcia dona subito un’altra cera. Cura che non prescrive il dottore, che non necessita di alcuna ricetta, principio attivo è solo l’amore, chi più ne ha, più ce ne metta. Mai è successo che per sovradosaggio qualcuno poi ne abbia tratto disagio, anzi, con l’uso sconsiderato, l’effetto è più certo e immediato. Alternativa e naturale, cura d’origine primordiale, scoperta quando, come d’incanto, abbraccio di mamma calmò il primo pianto! (G.B.)

Versi sottili come righe di pioggia

Versi sottili come righe di pioggia Bisogna condannare severamente chi creda nei buoni sentimenti e nelI’innocenza. Bisogna condannare altrettanto severamente chi ami il sottoproletariato privo di coscienza di classe. Bisogna condannare con la massima severità chi ascolti in sé e esprima i sentimenti oscuri e scandalosi. Queste parole di condanna hanno cominciato a risuonare nel cuore degli Anni Cinquanta e hanno continuato fino a oggi. Frattanto l’innocenza, che effettivamente c’era, ha cominciato a perdersi in corruzioni, abiure e nevrosi. Frattanto il sottoproletariato, che effettivamente esisteva, ha finito col diventare una riserva della piccola borghesia. Frattanto i sentimenti ch’erano per loro natura oscuri sono stati investiti nel rimpianto delle occasioni perdute. Naturalmente, chi condannava non si è accorto di tutto ciò: egli continua a ridere dell’innocenza, a disinteressarsi del sottoproletariato e a dichiarare i sentimenti reazionari. Continua a andare da casa all’ufficio, dall’ufficio a casa, oppure a insegnare letteratura: è felice del progressismo che gli fa sembrare sacrosanto il dover insegnare al domestico l’alfabeto delle scuole borghesi. È felice del laicismo per cui è più che naturale che i poveri abbiano casa macchina e tutto il resto. È felice della razionalità che gli fa praticare un antifascismo gratificante ed eletto, e soprattutto molto popolare. Che tutto questo sia banale non gli passa neanche per la testa: infatti, che sia così o che non sia così, a lui non viene in tasca niente. Parla, qui, un misero e impotente Socrate che sa pensare e non filosofare, il quale ha tuttavia l’orgoglio non solo d’essere intenditore (il più esposto e negletto) dei cambiamenti storici, ma anche di esserne direttamente e disperatamente interessato. (Pier Paolo Pasolini)

CHI FA CON TRE FA PER SE’, PER ME E PER TE !

Se un gruppo di persone stanno insieme, siano esse una famiglia o sol chi si vuol bene, vogliono certo il meglio per ognuno proprio come se essi fossero un tutt’uno. Essere uniti però sta bene attento non esclude di andare contro vento. Io gioco a mosca cieca e tu a nascondino? Fa pure ci vediamo tra un pochino! Saremo ancora insieme tutti quanti per fare insieme altre cose e andare avanti. Chi fa con tre fa per sé, per me e per te! E di sicuro l’unione fa più forti perché in un gruppo ci stanno i lunghi e i corti e se qualcosa che vuoi sta troppo in alto c’è chi ti aiuta a spiccare un bel salto. Nessuno mai separi ciò che uomo ha unito dove l’unione c’è, ciascuno è più garantito.(G.B.)

IL PIU’ BEL GIORNO !

S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane cosi grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare. Un pane più grande del sole, dorato, profumato come le viole. Un pane cosi verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì i poveri, i bambini, i vecchietti e gli uccellini. Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia! GIANNI RODARI

Il cielo è di tutti ! ( Gianni Rodari )

Qualcuno che la sa lunga mi spieghi questo mistero: il cielo è di tutti gli occhi di ogni occhio è il cielo intero. È mio, quando lo guardo. È del vecchio, del bambino, del re, dell’ortolano, del poeta, dello spazzino. Non c’è povero tanto povero che non ne sia il padrone. Il coniglio spaurito ne ha quanto il leone. Il cielo è di tutti gli occhi, ed ogni occhio, se vuole, si prende la luna intera, le stelle comete, il sole. Ogni occhio si prende ogni cosa e non manca mai niente: chi guarda il cielo per ultimo non lo trova meno splendente. Spiegatemi voi dunque, in prosa od in versetti, perché il cielo è uno solo e la terra è tutta a pezzetti.

Discorso agli Ateniesi di Pericle ( 461 a.C. )

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.